Ecco come si vota il 4 marzo

Più facile che fare una croce non si può.

In effetti è così, votare non può essere un’operazione difficile. Tutti devono poter capire rapidamente come si fa ad esprimere il proprio voto. Però, dato che la legge elettorale è cambiata di recente, con alcune novità di un certo rilievo, e il sistema elettorale è “misto”, bisogna ricordare alcune cose importanti.

La scheda elettorale

Prima di tutto è bene capire com’è fatta la scheda che ci verrà consegnata il 4 marzo (una per la Camera e una per il Senato): ognuna è divisa in un certo numero di aree separate, corrispondenti a ciascuna coalizione o partito (che si presenta da solo). In ciascuna area delimitata c’è, in alto, uno spazio rettangolare con un nome e cognome: è il candidato scelto da ogni coalizione (o partito) che si presenta nel collegio uninominale.

Molto più semplice la scelta per il sistema proporzionale: basta scegliere il partito e barrare la croce sul rispettivo simbolo. Sotto lo spazio rettangolare, infatti, troviamo una serie di caselle con i simboli di partito e un certo numero di nomi (dai due ai quattro). Sono i candidati dei partiti che compongono la coalizione, che a sua volta sostiene il candidato del maggioritario di cui abbiamo parlato prima. I nomi indicati sono i candidati nel collegio proporzionale.

Come si può votare?

Per semplificare vi diciamo subito che se fate una sola croce non sbagliate. Ma dove va fatta? Potete scegliere se farla su uno dei simboli dei partiti (il voto vale sia per il proporzionale che per il maggioritario), oppure solo sul nome del candidato al maggioritario. In questo caso non andrà perduto il voto al proporzionale, ma sarà recuperato sulla base dei risultati ottenuti dalle altre liste. Di sicuro voi non avrete dato un’indicazione su quale lista premiare.

Si possono fare anche due croci sulla scheda: una sul nome del candidato al collegio uninominale, l’altra su una lista che lo sostiene.

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